Aggius, tra storia e cultura

23 giugno 2016

Aggius è un tipico borgo dell’alta Gallura, subregione che si estende nella parte nord-orientale della Sardegna; situato a 514 metri sul livello del mare, dista 6 Km da Tempio Pausania e 70 da Sassari.

Il borgo appare immerso tra rocce granitiche dalle forme strane e bizzarre, muretti a secco, boschi secolari di lecci, di sughere, macchia mediterranea, pascoli e vigneti, ai quali il mutare delle stagioni conferisce aspetti e colorazioni variegate e pittoriche. Sia che faccia parte del sistema di aspre creste del cosiddetto “Resegone”, sia che si presenti in cumuli sparsi dalle forme originali nella così detta “Valle della Luna”, il granito caratterizza in modo inconfondibile il paesaggio di questo meraviglioso borgo sardo.

Imponente e maestoso si presenta il Nuraghe Izzana, sito in località Finosa, in buono stato di conservazione, celebre per la sua tholos e la sua base triangolare. Il laghetto Santa Degna, area verde d’incantevole bellezza, accessibile dalla strada panoramica che sovrasta il paese, è il luogo ideale per la sosta di famiglie e bambini e per gli amanti del relax, per pic-nic, manifestazioni estive, per “campo base” per affrontare i sentieri montani che portano sulle montagne di granito e nei boschi di sughere.

Aggius non è solo lo splendido paesaggio che lo circonda, esso vanta una spontanea e sincera ospitalità: infatti, fin dai tempi antichi, questo borgo era conosciuto come un luogo accogliente, dove chiunque poteva trovare conforto e ristoro. Così ora i suoi abitanti, sulle orme del passato, hanno deciso di consacrare queste antiche usanze e diventare Comunità Ospitale e ogni viaggiatore rimane incantato, non solo dai luoghi, ma soprattutto dalla sua gente, sentendosi, anche se in maniera temporanea, Cittadino di Aggius.

Aggius è un luogo dove i cittadini temporanei, perdendosi e intrecciandosi nelle antiche radici e tradizioni, possono ripercorrere il viaggio dell’intera umanità, ritrovando infine se stessi. Un viaggio profondo che riavvicina l’Uomo Moderno all’Uomo Antico, permettendo una riconciliazione propiziatoria e fertile.

Fulcro dell’offerta culturale di Aggius sono i due musei: quello del Banditismo e il MEOC (Museo Etnografico Oliva Carta Cannas), che conservano le testimonianze dell’antico passato del borgo, operando sul territorio perché la memoria storica comune venga conservata, ma soprattutto valorizzata, in un’ottica di miglioramento della qualità di vita delle generazioni future.

Inoltre sono numerosi gli eventi che coinvolgono cittadini e ospiti durante tutto il corso dell’anno e ogni momento è perfetto per rivivere le antiche tradizioni dei giorni di festa, insieme a una comunità che vuole portare avanti il proprio passato, per costruire le basi del futuro.

Prima tra tutte, le celebrazioni per la Settimana Santa. Parte dell’antica tradizione agricola sono inoltre le feste campestri, celebrate soprattutto durante i mesi estivi, tra cui spiccano: il 16 maggio festa di mezu maggju (santa Vittoria); la terza domenica di maggio festa campestre borgata di Bonaita (Madonna della Pace); il 23 giugno si festeggia la nascita di San Giovanni, il 29 giugno c’è la festa campestre santi Pietro e Paolo (chiesa San Pietro di Rudas); il 25 luglio, festa campestre di san Giacomo (chiesa di Santu Jagu) e il 21 agosto la festa campestre di San Lussorio (chiesa di Santu Lusunu).

L’ultimo giovedì di luglio inoltre si festeggia la Gran Festa d’Estate.

Particolarmente importante e sentita è la festa patronale in onore di Nostra Signora Del Rosario e di Santa Vittoria, che si tiene la prima domenica di ottobre.

Immancabili sono inoltre le festività natalizie dove ogni anno nel centro storico, vengono allestiti nelle vecchie abitazioni e nei magazzini in pietra, i tradizionali mercatini, con prodotti dell’artigianato locale, rassegne gastronomiche, presepi e i classici addobbi natalizi.

Ma da vedere è anche il bellissimo centro del paese, un vero e proprio museo all’aperto: interamente in granito e ben conservato, di recente è stato sapientemente ristrutturato. Oggi è molto popolato e attivo, spesso location ideale e prediletta per i più importanti eventi. Tutto è curato nei minimi dettagli e meritano assolutamente una visita: la Piazza delle Danze, via Speslunga, con il gioco della “Pampana” (campana), via Marconi, dove per tradizione ogni 23 giugno si accendono dei falò in onore di San Giovanni Battista, via Vecchia, via Paraula, via dell’Ordito e via Monti di Lizu. All’interno dell’abitato sono quattro le chiese principali: la Parrocchiale dedicata a Santa Vittoria, che stando ai documenti rintracciati in Curia Vescovile, fu eretta nel 1536; la chiesa della Madonna d’Itria, isolata rispetto alle altre, fu costruita nel 1750 dalla famiglia Tirotto; gli oratori di Santa Croce e del Rosario, entrambi sede delle omonime Confraternite.

Claudia Pulixi e Andrea Altea

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