Aggius, quando l’artigianato racconta una storia

14 aprile 2016

L’economia di Aggius poggia sull’antico settore agricolo-pastorale, sull’artigianato industriale, sui servizi, sul terziario e sull’artigianato artistico. In moderni ed efficienti laboratori, soprattutto nella zona per insediamenti produttivi di “l’Alcumissu – Sirena”, perdurano, seppure con le dovute trasformazioni e i ritmi della produzione a scala più ampia, quelli che un tempo furono le arti e i mestieri del borgo antico: falegnami, intagliatori, fabbri, scalpellini e taglia pietre.

Una leggenda antica legata alla tradizione della lavorazione del ferro racconta che il diavolo abbandonò Monti di la Cruzi per recarsi sul monte “Fraili”, pare che questo nome derivi dal fatto che ci fossero dei “fraili” (nella parlata locale, questo termine indica delle fucine, ossia i laboratori del fabbro) dove si coniavano monete false utilizzate per pagare le imposte. Fu il diavolo che sul “Monti Fraili” protesse i falsari che vi ebbero la fucina nel 1639.Vennero squadroni di soldati del re per catturare i falsari e distruggere quei laboratori, ma essi non trovarono mai niente. È storicamente vero che ad Aggius gli abitanti erano ribelli e comporre le inimicizie familiari non fu facile. Nell’agosto del 1766 il viceré S.M. Carlo Emanuele pensò di ridurre in cenere il villaggio e di dividere gli abitanti fra le diverse popolazioni fuori dalla Gallura. Ecco il testo originale che il Conte Mariano, governatore di Sassari nel 1802 proponeva a suo fratello Carlo Felice:

“Contro i perfidi pastori di Aggius perché si

usi il massimo rigore, senza remissione.

Quella sciagurata gente è ormai arrivata

al colmo dell’iniquità. 

Esauriti tutti i mezzi, rimane quello di

ridurre in cenere quel villaggio, dividendosi

gli abitanti in tante popolazioni fuori dalla Gallura”.

Un’altra testimonianza storica sull’importanza dell’artigianato locale, la troviamo nel romanzo di E. Costa, Il Muto di Gallura. Il muto (al secolo Sebastiano Tansu) aveva una rara abilità, tutta naturale, nell’arte del disegno. Egli si era reso celebre in Gallura per le incisioni che sapeva fare sulle zucche da vino, sulle ventriere, o sui calci dei fucili; di più lavorava da sarto, da calzolaio, da falegname, e in tutto riusciva assai bene.

Un congruo numero di donne trova occupazione nella tessitura artigianale dei tappeti. “Quasi tutte le donne si occupano della tessitura del lino e della lana…. Fanno tele molto stimate…. E alcune opere pajon molto superiori a’ mezzi che si hanno… Ad Aggius le donne al solito attendono alla tessitura ed ogni casa ha un telajo e taluna anche più.” ; scriveva il Casalis nei primi decenni dell’800.

Oggi come nel passato ad Aggius è praticata l’arte della tessitura su antichi telai orizzontali, tutti i manufatti sono realizzati, principalmente con ordito in cotone e trama in lana, esclusivamente a mano dalle tessitrici. I colori e i motivi sono quelli della tradizione, ma non mancano le rivisitazioni in stile moderno. La lana utilizzata è quella di origine naturale, quella colorata con essenze vegetali o con colori chimici. Si realizzano soprattutto: tappeti, copri cassa, arazzi, bisacce e cuscini. Una mostra permanente nel padiglione dell’ex I.S.O.L.A., nel museo etnografico MEOC e quelle private presso i singoli laboratori, permettono di esporre gli esemplari più significativi e caratteristici dell’artigianato locale.

Il turismo, anche come indotto del forte flusso che d’estate investe la vicina costa, risulta un fattore economico di una certa rilevanza. Numerose e di vario genere sono le strutture ricettive e di ristoro, come B&B, locande, residenze d’epoca, agriturismi e trattorie. Suscitano l’interesse del visitatore diversi fattori: le peculiarità ambientali e naturalistiche del territorio con le specificità dei graniti della Piana dei grandi sassi o Valle della luna o del Resegone intorno al paese; la pittoricità del panorama e le caratteristiche del piccolo centro storico; l’artigianato della tessitura e quindi tutto il cospicuo patrimonio di tradizioni: il ballo, il canto a tasgja e riti della Settimana Santa.

Una delle ultime iniziative di promozione e di commercializzazione delle produzioni locali, è quella di adesione al progetto BAI “Sardegna Autentica”, che prevede la presenza nell’e-commerce online delle eccellenze artigianali, dei vari paesi che fanno parte della rete.

Claudia Pulixi e Andrea Altea

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